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giovedì 19 luglio 2018

19 luglio 1943 reloaded


Esattamente settantacinque anni fa, il 19 luglio 1943, Roma fu bombardata. Fu un evento storico senza precedenti, un episodio drammatico che cambiò per sempre la storia di Roma e dell'Italia, e modificò completamente il decorso della seconda guerra mondiale. Le conseguenze politiche, militari e storiche furono sconvolgenti. Pochi giorni dopo Mussolini sarebbe stato sfiduciato dal consiglio, e il fascismo avrebbe iniziato il declino finale. Di lì a poco l'Italia si sarebbe spaccata in una terribile guerra civile, aggravandosi così la già critica situazione dovuta agli eventi bellici.
Oggi, nell'anniversario di quella terribile giornata, pubblico questo racconto. Sono un appassionato di storia a cui piace mischiare realtà storica e fantasia. Ecco dunque un altro mio racconto di fantastoria, in questo caso nella derivazione più classica del genere, ovvero la storia alternativa: cosa sarebbe successo se...
Leggerete dunque un'altra versione di quel giorno, un 19 luglio 1943 reloaded. Fatemi sapere se vi è piaciuto.

giovedì 27 aprile 2017

Un fulgido esempio di malvagità


17 dicembre 1909

Da qualche parte in Belgio

Il sovrano aprì gli occhi.
Si trovava disteso nel suo letto, vestito in alta uniforme. Si tirò su, davanti a lui c'era un uomo vestito elegantemente, con un completo bianco, foulard nero al collo e fazzoletto abbinato, al taschino. Le sue mani erano lunghe e affusolate, il volto aveva lineamenti regolari, la pelle incredibilmente liscia, i capelli biondi, corti. Gli occhi due pozzi neri. Poteva avere vent'anni o quaranta, non riusciva a capirlo.
- Chi è lei? - Il re si sentiva strano. Si toccò le mani, erano fredde.
- Vostra Maestà, le do il benvenuto. Attendevo il suo risveglio.
- Risveglio? - ll monarca cercò di riordinare le idee. - Ma io ero... stavo...
- Non si preoccupi Altezza, all'inizio è normale un po' di confusione, ma pian piano i ricordi e la coscienza ritornano.
- Ha detto benvenuto. Benvenuto dove? Questa è la mia stanza, che ci fa lei qui? Chi è? - Adesso il sovrano si sentiva meglio, nella sua voce era tornata l'attitudine al comando, che aveva caratterizzato tutta la sua vita.
La figura in bianco non si scompose minimamente. - Sire, sono estremamente spiacente, ma devo purtroppo metterla al corrente che lei è deceduto.

lunedì 31 ottobre 2016

Dolcetto o scherzetto?


Un mini-racconto scritto giusto in tempo per Halloween, da leggere in due minuti. Buona lettura :-)

Dolcetto o scherzetto?

Din Don!

Marco si trascina verso l’ingresso, evita di guardare dallo spioncino, tanto sa già di cosa si tratta e apre la porta.
- Dolcetto o scherzetto? – Il bambino lo guarda con l’unico occhio buono, l’altro penzolante sulla guancia, appeso al nervo ottico in decomposizione. Sorride sghembo, la parte inferiore del volto decomposta, che lascia scoperto il ghigno dei denti e l’osso della mandibola.
Marco sorride conciliante, arruffando i capelli del ragazzino. Allunga lo sguardo agli altri dietro di lui, sono quattro fanciulli in tutto. Bene, un dolcetto dovrebbe bastare.
– Aspettate qui ragazzi, torno subito… Marta! – chiama, voltandosi e tornando in salone. Nel farlo urta la gamba del comò vicino all’ingresso (di nuovo!). Non riesce proprio ad abituarsi a quel piede spezzato che gli impaccia i movimenti. Si rammarica un po’, in fondo quando è diventato zombi non gli è andata troppo male; un orecchio in meno e la mano sinistra inutilizzabile, il volto e il resto invece di una integrità invidiabile. A parte quel piede, certo, per colpa del quale non riesce a camminare bene. Non fosse stato per quello magari avrebbe potuto fare l’attore, o il modello.
Sorride ripensando ai vecchi film d’epoca. Altro che zombi dementi, col tempo si era scoperto che, a furia di mangiare cervelli, ritornava l’intelligenza. E curiosamente, anche dopo che il mondo si era trasformato, loro, la nuova specie, avevano mantenuto abitudini e tradizioni della vita precedente. Come per esempio quella di festeggiare Halloween.
- Marta! – ripete, un po’ spazientito.
- Arrivo, arrivo! – La moglie, che si era allontanata in cucina, torna in salone trascinando con un gancio da macellaio un uomo legato e imbavagliato, che ha gli occhi spalancati per la paura ed è tutto arrossato.
Marco si fa passare il gancio dalla moglie e trascina lo sventurato sulla soglia di casa. I bambini sorridono (quelli che possono farlo, almeno) e già la bava cola dalle loro fauci. Gli occhi hanno un guizzo quando vedono che si tratta di un bell’esemplare, che porta scritto sulla targhetta “Professore di Chimica”.
Marco lo indica soddisfatto. – Preso fresco fresco oggi al mercato, ragazzi. L’ho pagato un bel po’ sapete, non è che li diano a poco i professori. Per un momento avevo pensato di comprare un operaio, ma poi ho deciso di spendere un po’ di più. Voi ragazzi siete il nostro futuro e meritate il meglio, giusto? Fatene buon uso e… Happy Halloween! – e lo scaraventa giù ai piedi dei bambini.
Quelli si avventano cominciando a sbranarlo, e le urla stridule dell’uomo si fondono con quelle provenienti dal vicinato, dove accadono scene simili. Marco torna in salone e si siede sul divano vicino a Marta, prendendole il moncherino e baciandolo affettuosamente. Accendono la TV, piluccando polpette di pancreas. Sta iniziando MasterChef, stasera i concorrenti si sfidano per il miglior piatto a base di intestini e zucca, non se lo vogliono perdere!

giovedì 30 gennaio 2014

Un magazzino di mondi non era abbastanza

Questo devono aver pensato alla Delos Books, vista la fresca pubblicazione de Il magazzino dei mondi 2, disponibile da oggi. Ma, cosa più importante, hanno pensato anche che il mio raccontino (L’alieno) fosse gradevole abbastanza per comparire in una delle sue 240 pagine. Ah, dimenticavo, parliamo di fantascienza… ma forse dalla copertina l’avevate già intuito: duecento racconti di fantascienza istantanea.

giovedì 2 gennaio 2014

Capodanno col botto


Dieci!

Ci siamo quasi. Carlo Conti, sogno proibito di tutte le casalinghe italiane, è in TV che scandisce il conto alla rovescia. Ovviamente è tutto preregistrato, mica crederete davvero che sia lì in diretta, a capodanno! Probabilmente in questo momento starà in qualche isola tropicale a scoparsi le sue “professoresse”. Al suo posto mi farei Ludovica, è la più gnocca di tutte.
Ma questo le casalinghe non lo sanno, loro pensano davvero che stia lì per loro, a dieci secondi dal 2014. Lo sto guardando, sì, ma non è che mi freghi più di tanto. Avevo solo bisogno di un countdown più affidabile del mio vecchio Swatch. Ho qualcosa da festeggiare.

martedì 24 dicembre 2013

Lettera di dimissioni di Babbo Natale


Questo post l’avevo pubblicato anni fa su un vecchio sito. Visto il periodo, mi è tornato in mente… Un modo ironico e diverso per ricordare il Natale ;-)
Buone Feste!

domenica 8 settembre 2013

Spappolato, Mike...

L’8 settembre 2009 Mike Bongiorno ci ha lasciato. Qualcuno dice che è morto, ma secondo me è più probabile che sia stato convocato dalle alte sfere celesti. Sì, magari per inventare un quiz per intrattenere gli angeli, ormai annoiati a morte, dato che da quelle parti raramente si vede qualche anima degna (le selezioni sono durissime!).

Il presentatore ha segnato, nel bene e nel male, un’epoca. È un personaggio che è andato oltre il suo ruolo, diventando un’icona, un mito, è diventato egli stesso sinonimo di “Televisione”. Che l’abbiate amato o odiato non importa, è stato comunque un simbolo, e resterà per sempre nella storia, non solo della TV, ma dell’Italia. A quattro anni esatti dalla sua scomparsa pubblico qui un mio racconto, apparso in precedenza sul numero 10 della Writers Magazine Italia, nel gennaio 2008. Consideratelo un omaggio un po’ particolare…

domenica 11 agosto 2013

L'inquilino


Questo racconto è stato pubblicato per la prima volta sul numero 18 della Writers Magazine Italia, nell’aprile 2010.

Gettò il pennello con stizza, prendendosi la testa fra le mani. Proprio non ci riusciva. La tela era lì che lo guardava, beffarda. Qualche macchia scura qua e là, il cielo plumbeo accennato, un paesaggio desolato. Il disegno chiedeva attenzione, cura, domandava passione e tempo.

Ma le voci non lo permettevano. Da quando erano arrivati i nuovi vicini, quei rumori costanti, fastidiosi, gli si insinuavano nella mente. Come tediosi ronzii di zanzara, o un sottofondo di radiolina perennemente accesa, gli entravano nel cervello e non ne uscivano più.

martedì 21 maggio 2013

Corsia di destra

Ho visto cose, nella corsia di destra, che voi pedoni non potreste nemmeno immaginare…

Vecchi, malati, invalidi. E poi suore vestite da pinguini anche con quaranta all’ombra, ma anche quelli con le supercar, Ferrari, Porsche. Loro non hanno bisogno di correre per dimostrare che stanno su un altro livello.

venerdì 22 marzo 2013

Cubi rettali

Disegno di Francesca Lu'
Sono miliardario. Influenzo la politica e l’economia. Vendo cubi rettali.

Ho fatto un sacco di soldi con questo business. Una volta vendevo le calze di nylon della DuPont. Ma erano i tempi in cui ancora le cose venivano fatte per durare. Le calze erano così resistenti che dopo il boom iniziale le vendite calarono drasticamente. Dato che non si rompevano non c’era bisogno di acquistarne ancora. Le grandi aziende fecero tesoro di esperienze come quelle della DuPont. Oggi qualsiasi cosa compri è fatta per durare poco. Computer, macchine, televisori. Hanno sempre bisogno di assistenza. E dopo uno o due anni massimo diventano inevitabilmente obsoleti, e devi comprare un modello nuovo. Si chiama consumismo. Ma non fraintendetemi, non lo sto giudicando negativamente. Cazzo, ci campo io di consumismo, ci pago da mangiare ai miei figli, come potrei criticarlo?