domenica 28 giugno 2020

Anacronismi

No Hollywood mi dispiace, il Colosseo non esisteva ai tempi di Nerone
Quo Vadis (1951)

E dopo il post precedente, scritto in pieno periodo di quarantena, proviamo a ritornare alla normalità anche qui sul blog, come si sta facendo un po' in tutto il mondo (USA no, spiacente per voi ma un po' ve la siete andati a cercare quando avete eletto quell'idiota anni fa). Quindi via, fase 2 anche per il blog. E di che parliamo? Ma di scrittura, of course.
A volte rifletto su quanto sono pignolo quando scrivo. Prendiamo per esempio il racconto che sto scrivendo al momento (con moooolta difficoltà... tra smart working con bimbi e moglie a casa, faccende domestiche e burocratiche da sbrigare di tempo per scrivere ne rimane ben poco); si tratta di un fantastorico ambientato nel trecento avanti cristo, durante le guerre sannitiche, che videro i romani contrapporsi appunto ai sanniti; in quel periodo Roma si stava espandendo nel sud Italia.
Mi sono ritrovato a fare un sacco di ricerche, sugli usi dei sanniti, sugli dei, su come funzionava al tempo l'esercito romano, su Luceria (l'antica Lucera in Puglia), eccetera. Tutto ciò per dare il massimo di coerenza storica al racconto. Mi piace giocare con la Storia, usare uno sfondo già di per sé interessante e inserirci elementi fantastici. Ho già scritto che credo di aver trovato il "mio" genere.

giovedì 16 aprile 2020

Tao


Questo post avrebbe dovuto riguardare il racconto che sto scrivendo, anzi che stavo scrivendo, prima che arrivasse il coronavirus a stravolgere tutto. Adesso altro che scrivere, ho a malapena il tempo per pisciare. Non a caso sto scrivendo queste righe di notte, l'ennesima notte insonne.

martedì 21 gennaio 2020

Come nascono le storie


Scrittori a tempo pieno, part-time, professionisti, che lo fanno per hobby, che mirano a diventare autori famosi in tutto il mondo o che si accontentano di un blog o poco più; pubblicati, auto-pubblicati o non-pubblicati.
Credo che tutti i tipi di scrittori abbiano una cosa in comune. Non so bene definirla, ma è come una specie di molla che hai dentro, qualcosa che ti preme sulla corteccia cerebrale e che devi buttare fuori per forza, altrimenti impazzisci.
Cioè se non lo fai per troppo tempo stai male davvero, anche fisicamente.