mercoledì 11 aprile 2018

I soldi non fanno la felicità. Oppure sì?


Stanotte ho dormito poco (mi capita spesso ultimamente). Mi sono svegliato verso le quattro e ho cercato di farmi venire un’idea per diventare miliardario.
Non mi è venuta, purtroppo.
Ho pensato alla famosa frase “i soldi non fanno la felicità”. Ecco, sicuramente l’ha detta un povero. Per carità, voglio dire, è chiaro che se ti deve venire un colpo, o capitare un incidente, succede lo stesso. Però a parte questo, con qualche miliardino in più io qualche idea ce l'avrei per vivere un po' meglio.
Tanto per dirne una potrei andare in ufficio con l'elicottero per evitare il traffico. Ma no aspetta, che idiota! Se diventassi miliardario non dovrei più andare in ufficio. Ecco, forse la cosa che mi farebbe più felice nel diventare straricco sarebbe che non dovrei più lavorare, e potrei usare tutto il tempo libero per scrivere, leggere, guardare tutte le serie TV e i film che voglio. E pensare che tanti ricconi non si rendono conto della fortuna che hanno e dilapidano i soldi per sciocchezze come macchine, donne e droghe. Mah!

domenica 31 dicembre 2017

Discorso (molto breve) di fine anno


Così ci siamo. Il Natale è arrivato e passato anche quest'anno. Ci ha portato tanti doni e tanti chili. Tra poche ore un capodanno col botto ci porterà dritti nel 2018, lasciandosi alle spalle un 2017 pieno di eventi, tra cui Episodio VIII. La Disney si è comprata la 20 (ormai 21st) Century Fox, e ha quasi il monopolio di buona fetta dell'immaginario fantastico mondiale. Buon per lei, speriamo anche per noi.
E quindi? Quindi si va avanti, diretti verso il futuro, un futuro che ormai è già ben oltre le date che erano viste come “futuro” nei film e nei giochi che ho visto da ragazzino. La tecnologia è ovunque, la conoscenza a disposizione di tutti, dovremmo essere tutti felici e straripanti di benessere. E invece? Invece ci sentiamo più che mai stressati, più che mai di corsa, più che mai insoddisfatti. Teniamo in mano telefoni con una potenza di calcolo milioni di volte superiore al processore che ha portato l’Apollo sulla luna, ma non riusciamo a staccare un attimo gli occhi per guardare le stelle.

mercoledì 29 novembre 2017

Solo per nerd nostalgici

Sono un fottuto nostalgico, non mi riprenderò mai. Così canta Caparezza in una canzone (geniale come sempre) in cui mi ritrovo in pieno: Limiti. Ho nostalgia dei giochi di una volta, per dire; parlo sia dei giochi per computer che di quelli da tavolo. I computer games di diveeeersi anni fa erano fighissimi. Avevano delle confezioni in scatola con illustrazioni bellissime (poi magari il gioco consisteva in pixel quadrati giganti che si muovevano a scatti su uno schermo 320X200), e i manuali, oh i manuali! Corposi, scritti come un racconto, con altre belle illustrazioni. Poi magari trovavi qualche gadget, qualche oggetto tipo una medaglia, una chiave, che so, qualcosa di particolare. Ma quanto ti facevano entrare in atmosfera quelle confezioni? Sto parlando di cose tipo Ultima IV, tanto per fare un esempio. Certo, tutto questo se li compravi originali. Perché poi magari andavi da un tizio che metteva annunci su Porta Portese e ti dava tutto piratato, ovvio. Oppure bastava andare in edicola e comprarsi un numero di Special Program o Special Playgames. Magari insieme all’ultimo numero di Zzap! per leggere le recensioni.

venerdì 10 novembre 2017

Troppo

Troppe macchine, troppo traffico. Troppa gente, troppe cose da fare, vedere, troppi posti dove andare. Troppi film da vedere, serie da seguire, libri da leggere, musica da ascoltare. Troppi imbecilli, troppe maschere da indossare, ruoli da interpretare, troppe cose da scrivere, troppe idee, troppe passioni, troppi interessi. Troppi incontri da fare, troppo lavoro, troppe mail, troppa tecnologia, troppa conoscenza, troppo benessere, troppe belle ragazze in giro, troppa velocità, troppa frenesia, troppa anglofilia. Troppa educazione, galateo, troppa democrazia, troppa varietà, troppe cose da comprare, da vendere, da aggiustare. Troppe file da fare, impegni da oberare, burocrazia da sopportare. Troppo grande la città, troppo caos. Troppo rumore, troppe distrazioni.

Troppi pensieri.

giovedì 2 novembre 2017

Fantastoria

Disegno di Jennifer Mei
Allora attenzione, udite udite urbi et orbi. Dunque io sottoscritto Fulvio Zorzer propongo una definizione ufficiale per il vocabolo di cui al titolo di codesto post. Intendo quindi con Fantastoria definire un genere dove sia presente una ambientazione storica, in cui vengano inseriti componenti di fantasia, intesa nel senso più ampio del termine. Inclusi per esempio (ma non limitandosi a) elementi di fantascienza, fantasy o horror.

martedì 11 luglio 2017

Excelsior!



Poco tempo fa mi sono regalato un paio di Masterworks della Marvel, li vedete qui sopra. Si dice che più si cresce e più si torna bambini, e questo vale anche per gli ultraquarantenni padri di famiglia come me, quindi da parte mia confermo assolutamente la diceria. Era da un po’ di tempo che pensavo di tornare al mondo dei fumetti, un mondo che avevo abbandonato, solo per qualche ritorno periodico. Beh in realtà c'era Rat-Man ogni due mesi, da quello non mi sono mai staccato; ma ormai si sa che Rat-Man ha quasi terminato le sue avventure. Insomma sentivo proprio il bisogno di tornare al colorato  magico mondo dei comics. Solo che c’era un problema. Un grande problema: i fumetti occupano spazio. Tanto spazio. Ed era un problema già quando avevo quindici anni, figurarsi oggi con una famiglia e settanta metri quadrati di casa.

giovedì 27 aprile 2017

Un fulgido esempio di malvagità


17 dicembre 1909

Da qualche parte in Belgio

Il sovrano aprì gli occhi.
Si trovava disteso nel suo letto, vestito in alta uniforme. Si tirò su, davanti a lui c'era un uomo vestito elegantemente, con un completo bianco, foulard nero al collo e fazzoletto abbinato, al taschino. Le sue mani erano lunghe e affusolate, il volto aveva lineamenti regolari, la pelle incredibilmente liscia, i capelli biondi, corti. Gli occhi due pozzi neri. Poteva avere vent'anni o quaranta, non riusciva a capirlo.
- Chi è lei? - Il re si sentiva strano. Si toccò le mani, erano fredde.
- Vostra Maestà, le do il benvenuto. Attendevo il suo risveglio.
- Risveglio? - ll monarca cercò di riordinare le idee. - Ma io ero... stavo...
- Non si preoccupi Altezza, all'inizio è normale un po' di confusione, ma pian piano i ricordi e la coscienza ritornano.
- Ha detto benvenuto. Benvenuto dove? Questa è la mia stanza, che ci fa lei qui? Chi è? - Adesso il sovrano si sentiva meglio, nella sua voce era tornata l'attitudine al comando, che aveva caratterizzato tutta la sua vita.
La figura in bianco non si scompose minimamente. - Sire, sono estremamente spiacente, ma devo purtroppo metterla al corrente che lei è deceduto.