Ma comunque, che dire di questo saggio? È una lettura piacevole, anche se, come dire, "fa il compitino" ma niente di più. Sì, ci sono le storie dei creatori, gli aneddoti sulle idee, lo sviluppo, le sfide tecniche e umane, insomma tutte quelle cose che rendono interessante la storia videoludica. Ma, non so, gli manca secondo me quel tocco di personalità che lo renderebbe una lettura imprescindibile. In ogni caso, se siete appassionati di videogiochi e storia del videogioco, ve lo consiglio, vi farà passare qualche ora piacevole. Tomb Raider ha fatto storia, questo non si può assolutamente negare. Mi sarebbe piaciuto che ci fossero più immagini, e magari sparse lungo i capitoli del libro, non solo raggruppate al centro. Avrebbe dato modo di associare subito le descrizioni che si incontrano lungo la storia del titolo (e dei suoi seguiti) alle immagini relative, ma vabbè, pazienza.
Sempre della stessa collana, ho letto anche Elite. Questo l'ho gradito di più. Forse perché è un po' meno monotematico; sì, inizia focalizzandosi chiaramente su Elite, la sua storia e i suoi protagonisti, affascinante già di per sé (un gioco di esplorazione e combattimento spaziale, con galassie intere in pochi Kb... l'ho detto e lo ripeto che sono i limiti che aguzzano l'ingegno, non le possibilità sconfinate della tecnologia d'oggi!). Ma poi il discorso si allarga fino a comprendere la scena generale dello sviluppo dei videogiochi all'epoca. Si parla quindi dei titoli che hanno fatto la storia degli 8 bit e dei cosiddetti bedroom coders, ragazzi nerd (ma nerd veri!) che creavano da soli tutto il gioco; grafica, codice, spesso anche il sonoro, tutto da soli, chiusi nelle loro camerette (per l'appunto bedroom, camera da letto). Tanti maestri sacri del game design odierno sono nati così, e le aziende milionarie di oggi che fanno business coi videogiochi (perché ormai è un business) hanno le loro radici in quegli anni. È una storia davvero affascinante, a prescindere che siate videogiocatori o meno. Ma se amate i videogiochi sono storie veramente imperdibili.
Storie che amo leggere e come dicevo sopra anche ascoltare. Da diverso tempo ho scoperto vari podcast che trattano questo tema, e credo di avervene indicato qualcuno nei post precedenti. Con l'occasione vi ricordo che anche io nel mio piccolo mi sto cimentando nel podcasting. Anzi, nel "retro" podcasting, perché mi diletto a parlare in ogni puntata dei giochi per il C64 che più mi ricordo, che mi sono rimasti impressi per un motivo o per l'altro. Penso anche di parlare prima o poi dei giochi Amiga, ma magari più avanti, visto che per ora sto seguendo un andamento abbastanza cronologico, sono partito dai giochi del 1983. Il podcast, come già indicato in precedenza, si chiama Memorie del Commodoro, lo trovate su Spotify e al momento sono arrivato alla puntata numero sei, che tratta del mitico gioco di Star Trek... scritto in BASIC! Se vi interessa date un'occhiata qui. Se vi piace vi invito a lasciare una valutazione positiva, se non vi piace... passate oltre :-) Non aspettatevi un podcast super professionale e ricco di dettagli tecnici. Certo, cerco di esaminare il gioco in questione nei suoi vari aspetti, ma il mio non è un esame ultradettagliato da critico dei videogames, dovete prenderlo più come una chiacchierata tra amici appassionati di Commodore.
Tornando alle letture, non mi basta mai, quindi ho comprato un libro che ho scoperto proprio grazie ai podcast che ascolto, avendone sentito parlare lì per la prima volta. Sto parlando di Andrea Contato e del suo Video-giochi (sì, col trattino). In realtà più che di un libro dovrei parlare di una serie, perché Andrea si è cimentato in qualcosa di colossale, la storia dei videogiochi dagli albori fino ai tempi moderni. Ho completato quindi la lettura del primo volume (che copre gli anni che vanno dalle origini al 1979) e sapete cosa? Mi è piaciuto così tanto che mi sono affrettato a ordinare il volume due, che sto tuttora leggendo. Quest'ultimo poi racconta gli anni dal 1980 al 1984, quindi entra proprio nel vivo del periodo in cui io stesso ho vissuto le mie prime esperienze videoludiche. Una combinazione micidiale di effetto nostalgia e interesse ludo-storico. Come resistere? L'opera completa prevede cinque volumi in totale, di cui quattro già pubblicati. È fuori di dubbio che li prenderò tutti.
Per questo post direi che mi posso fermare qui. Se siete sopravvissuti all'estate più fresca dei prossimi cinquant'anni ci rivediamo al prossimo post, dove continuerò a parlarvi delle mie letture... con un argomento, di nuovo, completamente diverso! Ad maiora!




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