Perché questo titolo? Ora ci arriviamo.
Prima di tutto, benvenuti nel 2026 (sì lo so, è passato un mese... ho i miei tempi e le mie priorità, che ci volete fare). E così, riflettendo su questa data fantascientifica, non posso negare che il tempo passa. Sta cominciando a diventare un post pieno di banalità, vero? Concordo. Ma le banalità in fondo sono quello di cui, per la maggior parte, è fatta la nostra vita. Cose come mangiare, vestirsi, andare al lavoro, vivere la famiglia. Attenzione, banalità non vuol dire che siano cose spiacevoli, anzi. È fondamentale, proprio per vivere bene, che la quotidianità della nostra vita sia soddisfacente.
Proprio perché la maggior parte del tempo la passiamo nelle cose "normali" di vita quotidiana, è davvero importante viverle bene.
E poi, ovviamente, ci sono i sogni.
I sogni, normalmente, restano tali, sia ben chiaro. È davvero difficile che si realizzino.
Quindi un individuo medio, diciamo, passa la sua vita tra le "banalità" della vita quotidiana, e i sogni.
C'è chi a un certo punto smette di sognare. Chi invece non ci riesce.
E poi c'è chi magari trova una via di mezzo, e io credo di rientrare in questa categoria.
Qual è la via di mezzo? Be', credo, e questa è ovviamente solo la mia personalissima opinione, che la via di mezzo stia nel vivere la propria vita "normale", ma trovando il tempo di coltivare i propri sogni (leggi passioni). Quello che è importante, non è tanto riuscire a realizzare quel sogno. Cioè ovviamente è importante, ma non deve diventare un'ossessione per cui sacrificare tutto il resto; be' qui poi si tratta di scelte eh. Se proprio vuoi raggiungere un obiettivo e metterci tutto te stesso magari puoi farlo, ma tipicamente questo vuol dire mettere in secondo piano tutto il resto della tua vita. Tutto.
Dicevo, anche se non riesci magari a realizzare il tuo sogno, è bello dedicare del tempo, quando puoi, a quell'obiettivo. Quello che sto dicendo è che quando ti dedichi ai tuoi sogni, alle tue passioni, stai bene. Fai cose che ti fanno stare bene (ed ecco spiegato il titolo del post). Questo vale per qualsiasi cosa. Che il tuo sogno sia scrivere, recitare, ballare, dipingere. Anche se magari non diventerai mai Stephen King, Stallone, Roberto Bolle o Van Gogh. O Caparezza. Ma chi se ne frega. Be' intanto mai dire mai, dagli e dagli, con costanza e impegno, può darsi veramente che tu riesca a combinare qualcosa. Ma soprattutto, e questa è la cosa più importante, mentre ci provi, scopri che ti senti bene. Davvero, non è solo un modo di dire. Ti senti più positivo, sereno, ti scarichi (ma anche ti carichi) e la tua vita ti sembra migliore. Anzi, di fatto lo è.
E con questo post mi auto-rispondo anche un pochino a quello precedente, dove mi chiedevo se aveva ancora senso essere così nerd come sono. Se aveva senso dedicare il tempo che dedico alle mie passioni, ai miei sogni.
Be' più il tempo passa più mi convinco che la risposta è sì, senza dubbio. Anzi direi che è fondamentale. E come mi accorgo di quello che mi piace, di quello che mi fa stare bene? Facile, mentre lo faccio mi sento bene e non smetterei più.
Anche se magari è qualcosa che oggettivamente, agli occhi di qualcun altro, può sembrare del tutto superfluo, o addirittura inutile.
Passo il mio tempo quando posso a scrivere un libro che forse non vedrà mai la pubblicazione; a dilettarmi con RPG Maker; a seguire su youtube corsi di programmazione in assembly per c64 che probabilmente non sfrutterò mai (e anche se fosse, con 40 anni di ritardo!); a leggere su riviste di retrogaming di giochi che chissà mai se avrò tempo di giocare; a leggere manuali di giochi di ruolo che forse non giocherò mai; e, ultimamente, a pubblicare un podcast sui giochi del c64 (Si chiama "Memorie del Commodoro" e lo trovate qui su Spotify).
Il fattor comune di tutte queste cose è che mi piace farlo. Non me ne frega nulla di eventuali sbocchi "utili", o di cosa ne pensano gli altri. Faccio ciò che mi fa stare bene.

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