mercoledì 15 maggio 2013

L'importante è che non ti fermi

“Non importa quanto vai piano, l’importante è che non ti fermi”. Così disse nientemeno che Confucio. Ripenso a questa frase ogni volta che il demone mi assale e si lamenta della lentezza con cui procedo nelle mie attività.

Guarda, demone, stai calmo, ok? È vero, vado piano piano ma un minimo tutti i giorni, che sia una parola, una frase, una pagina, lo scrivo. Stephen King, alla domanda “come si fa a scrivere un romanzo di mille pagine” rispose: Una parola alla volta.

Il problema è che lui mediamente scrive duemila parole al giorno, io venti, ma vabbè…

Vorrà dire che magari alla sua età io avrò scritto, che so, cinque romanzi invece che sessanta! Oh, ognuno fa quel che può… Io vado avanti, e il secondo romanzo è sotto revisione. Non è che l’abbia scritto in due mesi eh, dopo aver pubblicato L’isola del terrore a marzo. E’ già parecchio che ce l’ho sotto la tastiera, ma finalmente si avvicina a una forma pubblicabile. Di cosa si tratta? Non è un fantasy, non è per ragazzi, non è un romanzo breve (ma neanche troppo lungo). È fuori di testa, con protagonisti svalvolati, ambientato in un’Italia strana, mezza reale e mezza fantastica. È un libro bizzarro scritto da un nerd per nerd, parla di nerd, è intriso di nerditudine e di miti nerd. Di più per ora non dico.

Certo poi leggo che il nuovo best-seller ebook americano è un indie porno e mi metto a rimuginare che forse sto sbagliando tutto. Dovrei scrivere porno? Al diavolo il fantastico, mondi immaginari, robot, alieni, astronavi, mostri, maghi, spiriti maligni e avanti casalinghe vogliose di sado-maso e uomini affascinanti, teneri ma anche stronzi, infantili ma anche maschioni? Mah…

Vedremo. L’importante è che il libro elettronico sia libero da lucchetti digitali. Se mai servisse conferma, anche uno studio rivela quel che chi ama leggere già sa. Il DRM non serve a nulla.

Ma torniamo a parlare della mia lentezza va, che così mi giustifico. Vado avanti con la mia app, un’applicazione che avrà (ovviamente) a che fare con la narrativa, e sarà disponibile per iPhone/iPad. Se poi qualcuno mi fornisse altre 24 ore al giorno non mi dispiacerebbe cimentarmi anche su Android, ma al momento è escluso. Altro non dico (sarà che la segretezza Apple mi ha contagiato). A proposito di applicazioni, la Mela ha pubblicato di recente la lista delle app più scaricate di tutti i tempi, sia a pagamento che gratis.

Guardate la classifica delle top ten a pagamento per iPhone, e rifletteteci un attimo:



Notato niente? Di dieci applicazioni ben sette sono giochi! E i primi cinque posti, la top five assoluta, sono tutti giochi. Potrebbe essere solo una mia riflessione da geek, ma parliamo del mercato smartphone più influente del mondo. Questo secondo me è indice dell’importanza del giocare, della ludicità nelle nostre vite. L’importanza di divertirsi, tanto che siamo disposti a pagare per farlo.

E questo mi fa piacere, per due motivi. Uno, leggere (e scrivere) è anche divertimento, far divertire la mente. Secondo, la mia app, semmai riuscirò a portarla a termine in tempi non biblici, ha anche una componente ludica, e questo la pone in un settore interessante, giusto?

Giusto! Allora mettiti a lavorare e finiscila di chiacchierare sul blog, pigrone!

Un momento, chi è che ha parlato? Ma porc… il demone? No aspetta dai, mi metto subito al lavoro, giuro! Asp…

CRUNCH!

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